giovedì 9 ottobre 2008

Il Tacchino del giudizio vs Cigno nero di Taleb.

Egli vive inconsapevole, amorevolmente nutrito, crescendo opulente giorno dopo giorno;
niente dei suoi trascorsi, del suo divenire gli suggerisce l'imminente,inaspettato destino.
L'altro, portatore di sventura, rimane sconosciuto fino alla sua manifestazione ove crea incommensurabile costernazione per poi, parimenti, esser testè dimenticato; dopotutto ne vediamo sempre di bianchi, quello brutto è stato uno scherzo del destino, un gioco di luci,forse un'allucinazione: meglio andare avanti come se non fosse mai esistito!
Non riusciamo mai ad imparare dalla nostra storia e ciò che crediamo di aver appreso spesso risulta fuorviante nel dare certezze e false proiezioni.
E' il nostro approccio al quotidiano che ci rende spesso vittime, siamo noi che tradiamo noi stessi perseguendo ostinatamente illusioni anzichè cullare sogni con modestia. I cicli si ripetono, ma cause ed effetto assumono forme inedite ed imprescrittibili: presumere di conoscere la nostra esatta posizione e condizione equivale a sopravvalutare le capacità umane di comprendere le probabilità dettate dalle innumerevoli variabili dell'esistenza.
A chi costerà questa crisi, lo decideranno le lotte di classe silenziose, il livello più o meno deprecabile delle conseguenze subite da chi pensa di esserne restato fuori, l'incoscienza di quanto grande sarebbe il bene se solo vedessimo quanti beni tocchiamo con la facoltà di condividerli senza poi farlo.
E' stato divertente spiare per tre quattro secondi guru di macroeconomia, altafinanza e microcomprensione che impacciati si lanciavano in interpretazioni posticce; tutti oggi lo sapevano, l'avevan detto e giù a srotolar perchè a "sfuttjo".
I top ganzi di ieri, forse idioti fortunati per un attimo grazie a propizie congiunture durante esso, s'ingrassavan a dismisura di baldanza autoirrorando le proprie capacità(e finanze);
oggi trovan consolazione perchè è successo qualcosa di "mai visto", di "imprevedibile": è colpa del Caso! Giusto! così come il Caso lì vi ha voluto tronfi di saccenza ed ora l'unico peccato è che non farete la fine del tacchino nè ricorderete del cigno nero mentre noi, con i nostri figli, rimarremo affamati ad arrancare, saremo chiamati a tappezzar i buchi e dimenticati come quell'essere di cui una penna terremo per monito e rimembro.
E la fede come unico rimedio per uscire dal labirinto delle false illusioni.
Avere fede nei propri sogni è atteggiarsi in modo tale da coglierli appieno non appena le condizioni non dettate per la loro realizzazione diventano favorevoli e godere pienamente del profuno di salmastro stando a testa alta anche in un mare ancora piatto.
Genio od idioti, capaci o dementi non importa, somma di coincidenze d'ogni genere e resistenza alla storia sono le uniche armi di cui mi nutrirò per definire la mia dimensione effimera alla quale esser stato fedele dovrà bastarmi...
E per onorare l'assioma 5 degli Sfiziomandamenti:
"Lo sfizio perpetrato partendo da condizioni disagiate e senza alcuna premeditazione vale dieci volte tanto".
Vorrei avvertire il mio Fato e chi crede di governalo che non avrà niente altro che la memoria del Gattinara di Antoniolo del 2001 scovato sabato scorso in una ridente enoteca fiorentina e capace, condiviso con amici, anche loro, giocati dal Caso, di farci soprassedere, sospendere ogni giudizio sul presente cullandoci per attimi in un limbo cosciente di piacere.
Non avrete le mie bottiglie e nessun sussulto coglierà il vostro cuore quando la mano tremula, questo fine settimana, accarezzerà, durante una spirale pregna di sogno, il Vietti Rocche del 1990 di cui dilaterò la passione assieme ai più meritevoli.
Non strapperete il mio amore, perchè quando l'avrete colto io avrò finito di goderne i profumi così come lui avrà terminato di esalarne per me.

nè del tacchino, nè del cigno farò la fine, questo sogno dovrà bastarmi.

Bibliografia:

Nassim Nicolas Taleb - Giocati dal Caso - Il cigno Nero
Robert J.Shiller - Euforia Irrazionale

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Stoppato da febbre altissima e intorpidito da telefonate continue con oggetto...crolla tutto...non ho potuto rispondere alle tue chiamate ma con piacere ho letto questa grande lezione di vita che sucita in me il desiderio di sperimentare,come un poeta maledetto,il viaggio che porta...all'io...se il mezzo è buon vino meglio!Ma credo di essere a buon punto già con questo 39 di febbre...

Le Panzelier ha detto...

Forza JD! non posso neppure immaginar il tuo sobbalzare, il sentirsi responsabilizzati inun gioco in cui non tessi la rete,
ma lungi da me dar lezioni che son restio io stesso ad apprendere.
Sempre meglio ripetersele ogni tanto e soprattutto sfiziarci sopra alla prima occasione.
ogni tanto qualche cigno argenteo passerà a coadiuvarci.